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Sambuco di Vinadio, l’antica tradizione della Baudetta

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L’antica tradizione della Baudetta a Sambuco di Vinadio
L’antica tradizione della Baudetta a Sambuco di Vinadio
L’antica tradizione della Baudetta a Sambuco di Vinadio

CUNEO. 7 SET. Sambuco di Vinadio è un piccolo paese di circa cento anime a pochi chilometri dal confine italo francese dove si parla occitano e le tradizioni sono radicate nel cuore dei suoi abitanti.

E’ qui che incontriamo Battista Bruna, da tutti conosciuito come “Battistin” un brillante signore alla soglia dei novant’anni che porta avanti una tradizione particolare ed unica.

In occasione delle principali feste religiose, Battistin di arrampica sul tetto della chiesa, dotato di regolare imbragatura, per suonare la campana con l’ausilio di un martello nella mano destra ed agendo con la sinistra direttamente sul battacchio.

Questa è la “Baudetta”. Il termine in lingua occitana definisce questa particolare modalità di utilizzo della campana che suona con armonia molto particolare.

“E’ un metodo tradizionale”, spiega Battistin con qualla riservatezza piacevole della gente di montagna, “che ho imparato da mio padre, il quale lo aveva appreso da mio nonno”. E’ un rito tipico di Sambuco, che porta con sé qualche segreto, infatti il nostro interlocutore non si lascia andare in dettagli e particolari ma si limita a spiegare l’essenziale. Non si capisce da dove arrivi e come si tramandi tra i sambucani. Nel discorso, l’unica confessione che fa Battistin è un certo fastidio per l’imbrago che lo assicura al tetto: “Io vorrei andare su senza corde ma la legge non me lo permette e io la rispetto”, ci spiega, “sono sempre salito con una scala e niente altro…”. A lui serve solo il martello per creare una serie di canzoni che si diffondono nella vallata, dando subito aria di festa.

Battistin ci saluta con una stretta forte della mano. Negli occhi abbiamo ancora la sua ascesa sul tetto della chiesa e la musica che crea grazie alla campana, con le mani ed il martello. E’ ora di tagliare corto, non ci rivelerà più nulla, ma siamo davvero soddisfatti di essere entrati in contatto con questa tradizione. Alla prossima festa a Sambuco, al suono della campana “martellata”, getteremo lo sguardo in su a cercare Battistin e la sua “Baudetta”. (foto per gentile concessione di Stefano Morelli).

Roberto Polleri

 

 

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